Franco Vescovo e Martellago

Perché Franco Vescovo parla di Martellago?

Perché Franco Vescovo, a Martellago, ha avuto il grande vantaggio di conoscere un innovativo, lungimirante, bravo imprenditore, che mi ha concesso degli Uffici per avviare un nuova avventura.

Così, anziché partire da soli, isolati e senza possibilità di un minimo dialogo / confronto, siamo partiti in una struttura operativa, ottimamente organizzata, con tecnici di valore.

Franco Vescovo Martellago

Non solo Lavoro

Lavorando a Martellago, nei ritagli di tempo, ho conosciuto Villa Grimani-Morosini, complesso cinquecentesco con annesso parco. Senza dimenticare Villa Fapanni-Combi, settecentesca con timpano sopraelevato.

Martellago

Franco Vescovo a Martellago ha inoltre conosciuto il Parco dei Laghetti, grande area verde di circa cinquanta ettari gestita dal Comune e dal WWF del miranese, su un’area un tempo adibita a cave di argilla.

Si accede attraverso due ingressi principali: a Nord, parte Martellago, dal Viale delle Ninfee, a Sud, parte Maerne, dal Viale del Sambuco.

Oltre alle ampie aree adibite a bosco e ai lunghi sentieri, il parco è caratterizzato dalla presenza di quattro laghetti eutrofici di profondità variabile.

Derivano da cave di sabbia ed argilla, denominati Laghetto delle Folaghe, Laghetto delle Tartarughe palustri, Laghetto del Piombín, Palude del Xitón.

Martellago vs Maerne

Parlo di Martellago perché Franco Vescovo conosce bene Maerne per motivi di Famiglia, e, con molta curiosità, ho colto le motivazioni per cui mio nonno non amava Martellago, essendo nato e vissuto a Maerne.    

Martellago con la sua storica frazione Maerne furono riuniti in un unico comune, la cui sede però venne stabilita a Maerne e Martellago ne divenne la “sezione”.

Questo rinfocolò la storica rivalità tra le due località, perché Maerne era da sempre sottoposta all’autorità civile e religiosa di Martellago, pur essendo più grande e popolosa.

Con l’arrivo degli Austriaci, la sede comunale venne portata a Martellago e il comune assunse la denominazione e l’estensione con cui lo conosciamo ancora oggi, con dispiacere degli abitanti della storica Maerne.